Narcisismo, ossessione e violenza tra le righe

In libreria dal 21 settembre Grafologia e psicopatologie. Narcisismo, ossessione e violenza tra le righe.  Un libro che arriva nel cuore dell’attualità più dolorosa, in un Paese attraversato da una sequenza di femminicidi che non può più essere letta come somma di casi isolati. 

Grafologia e psicopatologie è un’opera che unisce rigore scientifico e responsabilità civile, mostrando come la scrittura possa diventare uno strumento di comprensione — e talvolta di prevenzione — delle dinamiche che precedono la violenza.

Negli ultimi anni, le cronache hanno raccontato storie che hanno scosso profondamente l’opinione pubblica: Giulia Cecchettin, uccisa dall’ex fidanzato incapace di accettare la fine della relazione; Giulia Tramontano, assassinata al settimo mese di gravidanza; Saman Abbas, vittima del controllo patriarcale della famiglia; Sara Campanella, accoltellata da un persecutore che la tormentava da tempo, queste solo per citarne dolorosamente alcune. Vicende diverse, ma segnate da una stessa matrice: «relazioni segnate da controllo, svalutazione e gelosia ossessiva, fino al momento in cui la volontà della donna di interrompere il rapporto viene vissuta dall’uomo come una ferita narcisistica intollerabile. È in questa frattura che la violenza evolve in distruzione».

Il libro analizza le grafie di autori di delitti efferati e di individui con disturbi di personalità, mostrando come anche un tratto spezzato, una pressione eccessiva o uno spazio grafico divorato possano raccontare tensioni interiori profonde. Una lente psicologica che non giudica, ma osserva, ascolta e interpreta.

Nella prefazione, Carmelo Abbate ricorda che «la scrittura non mente. Si inceppa, trema, esplode, si difende. Tradisce paure, rabbie, desideri, vuoti. È il ritratto più sincero del nostro Io, il punto esatto in cui si sfiorano ciò che mostriamo agli altri e ciò che invece tentiamo disperatamente di nascondere».

Una dichiarazione che trova eco nelle parole dell’autrice: «Ogni scrittura è un gesto unico, un’impronta irripetibile che porta con sé la storia, le tensioni e le strutture profonde di chi la compie… La grafologia è per me uno strumento di relazione, di cura, di conoscenza autentica. Una chiave per entrare nell’animo umano senza violarlo, ma leggendo ciò che spontaneamente si rivela» .

Con questo nuovo lavoro, Candida Livatino — giornalista, perito grafologo e autrice premiata — prosegue un percorso di ricerca che unisce grafologia, psicopatologia e criminologia, offrendo al lettore strumenti concreti per riconoscere segnali spesso invisibili. Un libro dedicato alle donne che vivono nella paura e a quelle che non sanno ancora di esserlo; ma anche a chi sta loro accanto, perché impari a vedere, capire e intervenire.